
Tachigrafo: per quanto tempo conservare i dati e cosa controllano gli ispettori
Molte imprese si concentrano sulle ore di guida.
In realtà, durante un controllo, vengono verificati anche:
- scarico dati tachigrafo
- scarico carta conducente
- archiviazione
- conservazione dei dati
- attività di controllo dell’impresa
Non basta avere il tachigrafo
Il tachigrafo registra i dati, ma l’impresa deve scaricarli, conservarli e verificarli
Ogni quanto scaricare i dati
Avere il tachigrafo installato non è sufficiente.
Le imprese sono tenute a scaricare periodicamente i dati registrati sia dalla carta del conducente sia dalla memoria del tachigrafo, conservandoli in modo da poterli esibire in caso di controllo.
In particolare:
- i dati della carta del conducente devono essere scaricati almeno ogni 28 giorni;
- i dati della memoria del tachigrafo devono essere scaricati almeno ogni 90 giorni.
Si tratta di termini massimi: molte imprese preferiscono effettuare gli scarichi con maggiore frequenza per ridurre il rischio di perdite di dati e monitorare più efficacemente eventuali anomalie.
La mancata acquisizione o conservazione delle registrazioni può comportare contestazioni anche nei confronti dell’impresa, indipendentemente dalla presenza del tachigrafo a bordo del veicolo
Attenzione
Scaricare i dati non significa semplicemente archiviarli. L’impresa deve anche verificare che i conducenti rispettino le norme sui tempi di guida, sulle pause e sui periodi di riposo
Per quanto tempo vanno conservati
Scaricare i dati del tachigrafo è solo il primo passo.
L’impresa deve anche conservarli in modo sicuro e renderli disponibili in caso di controllo da parte degli organi di vigilanza.
La normativa prevede che i dati provenienti dalla carta del conducente e dalla memoria del tachigrafo siano conservati per almeno un anno.
Tuttavia, considerato che tali informazioni possono avere rilevanza anche sotto il profilo lavoristico e probatorio, molte imprese scelgono di conservarle per periodi più lunghi, adottando procedure di archiviazione elettronica che ne garantiscano integrità e reperibilità.
Durante un controllo, infatti, non viene verificata soltanto la presenza dei file scaricati, ma anche la capacità dell’impresa di esibirli tempestivamente e di dimostrare l’attività di monitoraggio svolta sui dati raccolti.
La semplice conservazione dei file, senza alcuna verifica delle eventuali anomalie riscontrate, potrebbe non essere sufficiente a dimostrare la corretta organizzazione dell’attività di trasporto
Dove conservare i dati?
I dati tachigrafici possono essere archiviati su server aziendali, software gestionali dedicati o piattaforme cloud, purché siano protetti da alterazioni, facilmente reperibili e disponibili in caso di richiesta da parte degli organi di controllo.
Questo ti prepara perfettamente al paragrafo successivo:
“Cosa controllano gli ispettori”, dove spiegherai che non cercano solo i file, ma verificano anche se l’impresa li analizza e interviene sulle eventuali irregolarità
Cosa controllano gli ispettori
Molte imprese ritengono che un controllo si limiti a verificare le registrazioni del conducente.
In realtà, gli organi di vigilanza possono estendere gli accertamenti anche all’organizzazione aziendale e alla gestione dei dati tachigrafici.
Tra gli aspetti più frequentemente verificati vi sono:
- il rispetto delle scadenze per lo scarico dei dati della carta conducente e della memoria del tachigrafo
- la disponibilità dei file richiesti dagli ispettori
- la corretta conservazione delle registrazioni
- la presenza di procedure interne di controllo
- la gestione delle eventuali anomalie rilevate
Particolare attenzione viene riservata alle situazioni in cui:
- i dati non sono stati scaricati nei termini previsti
- i file richiesti non sono disponibili o risultano incompleti
- emergono violazioni ripetute dei tempi di guida e di riposo senza che l’impresa abbia adottato alcun intervento correttivo
- non è possibile dimostrare l’attività di controllo svolta nei confronti dei conducenti
In questi casi, la contestazione può riguardare non solo il conducente ma anche l’impresa, chiamata a dimostrare di aver organizzato correttamente il lavoro, fornito adeguate istruzioni e verificato il rispetto della normativa
Attenzione
La presenza del tachigrafo a bordo non è sufficiente.
L’impresa deve poter dimostrare di aver:
- scaricato i dati nei termini previsti
- conservato le registrazioni
- analizzato le eventuali anomalie
- adottato misure correttive quando necessario
È proprio su questi aspetti che si concentra gran parte dei controlli in azienda
Le responsabilità dell’impresa
👉 “Quando sbaglia l’autista, paga anche l’impresa”
Sai quando scaricare i dati? Per quanto tempo conservarli? Cosa controllano gli ispettori?
Il tachigrafo non si limita a registrare i dati.
Le imprese devono conoscere gli obblighi di scarico, conservazione e controllo dei dati tachigrafici. Errori e omissioni possono comportare sanzioni sia per il conducente che per l’azienda.
Per approfondire questi aspetti abbiamo organizzato un corso pratico dedicato ad autisti e imprese di trasporto.